Quali miglioramenti possono essere apportati al REACH?
I gruppi ambientalisti auspicano che la nuova normativa faccia osservare:
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L'obbligo di eliminare gradualmente le sostanze chimiche che si accumulano negli organismi viventi e nell'ambiente, e quelle che interferiscono con il sistema ormonale o causano il cancro. Un utilizzo ristretto di tali composti potrà essere permesso solo temporaneamente se non saranno disponibili alternative più sicure ed in presenza di un'esigenza sociale prioritaria per l'utilizzo specifico;
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Un pieno diritto di sapere, in modo tale che consumatori ed imprese possano giudicare i rischi derivanti dalle sostanze, comprese le informazioni su tutti i composti pericolosi presenti nei prodotti di consumo;
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Il requisito per cui i generi importati nell'Unione Europea siano conformi agli stessi standard di sicurezza di quelli prodotti nell'Unione.
- Garantire sufficienti dati sulla sicurezza chimica per identificare i composti chimici pericolosi e le alternative più sicure.
L'attuale bozza del REACH non include a pieno questi punti. Per esempio, basta una scappatoia presente nella procedura d'autorizzazione xxx che alcune delle peggiori sostanze potrebbero continuare ad essere utilizzate a tempo indefinito, anche se fossero disponibili delle alternative.
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Quando il REACH diventerà legge?
La Commissione Europea ha pubblicato la sua proposta di legge nell’ottobre 2003, che ora è in discussione al Parlamento e al Consiglio Europeo.
Si prevede di raggiungere l’accordo finale all’inizio del 2007. Dopo ciò la legge entrerà immediatamente in vigore, anche se le sostanze verranno introdotte solo gradualmente nello schema del REACH.
E' possibile vedere una programmazione più dettagliata all'indirizzo qui >
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Quali sono le sostanze che destano preoccupazione?
I composti chimici più pericolosi, conosciuti come sostanze "estremamente problematiche", presentano le seguenti caratteristiche:
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non si decompongono rapidamente nell'ambiente (sostanze estremamente persistenti) e possono accumularsi nei nostri organismi (sostanze estremamente bioaccumulative); oppure presentano una combinazione delle caratteristiche di persistenza, bioaccumulazione e tossicità;
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sono in grado di influire sul sistema ormonale (perturbatori endocrini);
- possono causare cancro (cancerogene);
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possono provocare alterazioni genetiche (mutagene);
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sono tossiche per il sistema riproduttivo;
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presentano un grado di problematicità equivalente.
Vi sono prove crescenti che alcuni composti chimici risultano pericolosi per la salute. Per esempio, alcune sostanze sono sospettate di contribuire all'insorgere di neoplasie mammarie e testicolari, leucemia, alcune allergie, problemi dell'apparato riproduttore e difetti alla nascita, pubertà precoce nelle ragazze e diminuzione del numero di spermatozoi negli uomini. Le sostanze possono essere alla base anche di molti casi di malattie professionali. Per maggiori informazioni: www.foe.co.uk/resource/factsheets/chemicals_and_your_health.html
www.greenpeace.org.uk/Products/Toxics/humanbody.cfm
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Esistono esempi di sostanze problematiche nei prodotti di uso quotidiano?
Esistono molti esempi in tal senso, fra cui:
Composti di alchilstagno/composti organostannici: utilizzati come agenti antibatterici e come catalizzatori nella produzione di alcune materie plastiche, come per esempio il PVC ed alcuni imballaggi. Sono persistenti, bioaccumulativi e si pensa che possano interferire con il sistema ormonale. I composti di alchilstagno possono, inoltre, attaccare il sistema immunitario ed i neuroni cerebrali.
Bisfenolo A: utilizzato nella produzione di rivestimenti per un certo tipo di contenitori e coperchi per alimenti, è anche un componente delle bottiglie di plastica in policarbonato. E' un perturbatore del sistema ormonale e si pensa possa danneggiare gli organi riproduttori femminili e maschili.
Ritardanti di fiamma bromurati (BFR): impiegati nei tessuti per arredamento e nelle plastiche (e.g. personal computer) per contrastare la diffusione delle fiamme. Molti BFR sono persistenti e bioaccumulativi e diversi sono stati identificati come perturbatori del sistema ormonale. E' stato dimostrato che l'esposizione a queste sostanze interferisce con lo sviluppo cerebrale degli animali.
Ftalati: utilizzati in molti prodotti in PVC (pavimenti in vinile, giocattoli), colle e inchiostri, nonché come solventi nei cosmetici e negli articoli da toeletta. Un certo numero di ftalati ha la capacità di alterare il sistema ormonale ed alcuni di provocare danni al fegato, ai reni ed ai testicoli.
Alchilfenoli e derivati: impiegati come detergenti industriali ed in alcune pitture e sostanze plastiche. Sono perturbatori ormonali e possono danneggiare il sistema immunitario.
Muschi artificiali: fragranze aggiunte a molti prodotti come profumi, cosmetici e detergenti di lavanderia. Sono persistenti e bioaccumulativi ed alcuni sono perturbatori ormonali. Possono provocare danni al fegato ed interferire con le funzioni cerebrali.
Triclosano: una sostanza chimica antibatterica (a volte commercializzata sotto il nome di "Microban") che viene aggiunta ad una vasta gamma di prodotti, compresi detersivi liquidi per i piatti, saponi liquidi, dentifrici, strofinacci da cucina e taglieri. Ora è stata scoperta la sua presenza come contaminante nel latte materno e nei pesci, il che dimostra la sua capacità di persistere nell'ambiente e di contaminare i nostri organismi.
Per maggiori informazioni: www.foe.co.uk/resource/briefings/risky_chemicals_in_the_home.pdf
(
PDF - 89K) [English]
www.greenpeace.org.uk/Products/Toxics/chemicalhouse.cfm
[English]
www.chemical-cocktail.org/index_en.asp
[English]
www.chemical-cocktail.org/index_fr.asp
[French]
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Come funzionerà la registrazione nel sistema REACH?
I produttori e gli importatori dovranno documentare la sicurezza delle loro sostanze. Di conseguenza, dovranno conoscere le proprietà dei composti, raccogliere le informazioni sull'impiego dai loro clienti, valutare i rischi per l'ambiente e per la salute umana connessi ai diversi utilizzi delle sostanze chimiche e adottare/suggerire misure di sicurezza. La quantità di documentazione necessaria dipenderà, in prima istanza, dal volume di produzione del composto. Le imprese dovranno registrare tutte le sostanze il cui volume di produzione o importazione sia uguale o superi 1 tonnellata all'anno per produttore o importatore (si calcola circa 30.000 sostanze).
I limiti di tempo per la registrazione saranno più ristretti per quelle sostanze con un alto volume (sopra 1.000 tonnellate) e per quelle cancerogene, mutagene o tossiche per l'apparato riproduttore con un volume maggiore di una tonnellata. Tali sostanze dovranno essere registrate entro tre anni dal momento in cui il REACH diventerà legge. I composti con un volume di produzione da 100 a 1.000 tonnellate dovranno essere registrati entro sei anni e quelli con un basso volume di produzione (1 – 100 tonnellate) dovranno essere registrate entro 11 anni.
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Cosa s’intende per valutazione?
L'adeguatezza dei dossier di registrazione o la necessità di ulteriori informazioni verranno valutate dalle autorità nazionali, qualora la sostanza comportasse rischi per la salute o per l'ambiente. Ogni proposta dell’industria relativamente ai test animali dovrà essere valutata e approvata dalle autorità ed i dati (inclusi quelli già esistenti) derivanti dai test animali dovranno essere condivisi in modo tale da evitare duplicazioni.
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Quali sostanze necessiteranno dell'autorizzazione?
Solamente le sostanze estremamente problematiche (vedere Domanda 6) saranno soggette ad autorizzazione, che permetterà l'utilizzo di quella sostanza solo per gli usi specificati. In base all’attuale bozza, l'autorizzazione potrà essere concessa se il produttore o l'importatore
sara’
in grado di dimostrare che i rischi derivanti dall'uso in questione possano essere “controllati adeguatamente”, o che i benefici socio-economici derivanti dall'utilizzo della sostanza siano maggiori dei rischi. Nell'ultimo caso, dovrà essere valutata la possibilità di sostituire il composto con uno meno pericoloso.
Il nostro punto di vista è che il “controllo adeguato” di composti molto persistenti e bioaccumulanti non è un concetto valido e che tali sostanze dovrebbero essere eliminate a causa delle loro proprietà fisiche intrinseche, senza che vi sia necessità di provare la loro pericolosità.
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Limiti commerciali e di utilizzo
Oltre al procedimento di autorizzazione, che verrà controllato totalmente da una nuova Agenzia internazionale, gli Stati membri possono proporre limiti commerciali e di utilizzo per tutte le sostanze che reputano possano comportare un rischio inaccettabile. Questo approccio sfortunatamente perpetua il meccanismo, già esistente nell'Unione Europea, di controllo del rischio chimico e
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l'onere della prova sulle autorità. In passato questo approccio non ha fornito sufficiente protezione ed ha consentito che un’azione normativa fosse predisposta solamente dopo l’avvenuto danno. Il REACH potrebbe migliorare questa situazione, grazie alla raccolta di informazioni nel corso del processo di registrazione, ma la restrizione si va a sovrapporre alla procedura di autorizzazione e non fornisce una chiara indicazione di un approccio verso le sostanze chimiche di tipo precauzionale.
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Quali benefici ambientali e sanitari comporterà il REACH?
È impossibile attribuire un valore esatto ai benefici del sistema REACH, anche se si prevede che saranno estremamente significativi e che di sicuro supereranno i costi che le imprese dovranno sostenere. In accordo con la Commissione Europea, il REACH potrebbe prevenire più di 4.000 decessi all'anno [1]. Una modesta riduzione dello 0,1% delle patologie correlate all’esposizione alle sostanze consentirebbe un risparmio di 50 miliardi di euro nei prossimi 30 anni
Inoltre, vi saranno anche considerevoli benefici ambientali, incluso la tutela della flora e della fauna selvatiche.
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Quali saranno i costi del REACH?
Come definito nella proposta, la Commissione Europea ha calcolato che i costi di registrazione e quelli relativi ai test ammonteranno a 2,3 miliardi di euro in 11 anni (compresi i costi di allestimento della nuova Agenzia per le sostanze chimiche) [2]. Questa cifra rappresenta meno dello 0,05 per cento del fatturato dell'industria chimica, solo il 2,7 per cento degli attuali costi ambientali ed il 2,4 per cento del programma Ricerca & Sviluppo dell'industria. In alternativa, 2,3 miliardi di euro corrispondono a circa 50 centesimi per cittadino dell'Unione all'anno, un costo inferiore a quello di una barretta di cioccolato [3].
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In che modo il REACH influenzerà il business?
In generale, il costo addizionale per l'industria chimica si prevede sarà estremamente piccolo in confronto al fatturato annuale (vedere domanda 11), e la Commissione Europea ha già pensato ad alcune importanti concessioni all'industria durante la finalizzazione della proposta.
Per REACH sono state condotte circa 40 valutazioni d’impatto ed oggi è generalmente riconosciuto che gran parte delle affermazioni dell’industria riguardo ai suoi effetti sono state esagerate. Per esempio, uno studio allarmistico di un'associazione industriale tedesca (BDI) afferma che potrebbero verificarsi da 150.000 a 2,35 milioni di perdite di posti di lavoro ed un taglio nella crescita della ricchezza nazionale fino al 6.4% [4]. Tuttavia, la relazione è stata giudicata “non attendibile ne' dal punto di vista tecnico ne' dal punto di vista metodologico” dai maggiori economisti tedeschi riuniti alla conferenza organizzata dall'agenzia per l'ambiente tedesca (UBA) [5]. L'ex direttore generale della Confederation of British Industry ed ora vicepresidente di Merrill Lynch, Adair Turner, ha dimostrato la validità della tesi relativa all'uso di regolamentazioni e tasse per promuovere gli scopi ambientali ed ha demolito gli argomenti convenzionali relativi al mettere in pericolo la competitività ed i posti di lavoro [6].
Gli studi dell'impatto sul business hanno ignorato in modo significativo i potenziali effetti positivi per l'industria relativamente all'innovazione ed alla competitività. Il REACH fisserà standard armonizzati per le vecchie e le nuove sostanze chimiche. Si tratterà di un sistema normativo più prevedibile che si rivelerà d'aiuto nella pianificazione a lungo termine da parte delle industrie. Il REACH creerà nuovi mercati per prodotti più sicuri e non dannosi per l'ambiente, che ridurranno il rischio di future cause di responsabilità che potrebbero comportare enormi costi (come è accaduto con l'amianto).
L'accresciuta fiducia dei consumatori, dei lavoratori, delle comunità locali e degli investitori porterà ad un ambiente aziendale xxxx positivo e ad una più facile introduzione di nuovi composti chimici sul mercato, il che incoraggerà lo sviluppo e l'innovazione. La nuova normativa accrescerà la trasparenza e la comunicazione lungo la catena d'approvvigionamento portando ad un aumento del potere e della fiducia degli utenti a valle e delle piccole e medie imprese
[7]
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Quanti animali verranno impiegati nei test sulla sicurezza delle nuove sostanze?
In alcuni casi, il
REACH richiedera’ l’utilizzo dei test sugli animali, anche se il sistema sta intraprendendo numerose azioni allo scopo di ridurne il numero nel lungo periodo, fra cui:
- esigere che i dati derivanti dai test animali vengano condivisi (compresi i dati esistenti ma precedentemente riservati);
- promuovere lo sviluppo di test che non comportino l'impiego di animali e dando maggiore rilievo all'uso di tecniche di simulazione al computer;
-
promuovere un approccio preventivo all'autorizzazione delle sostanze chimiche estremamente problematiche.
I gruppi ambientalisti, unitamente a quelli per i diritti degli animali, appoggiano caldamente la condivisione obbligatoria dei dati volta ad evitare i test non necessari. Inoltre, crediamo che le sostanze altamente persistenti e bioaccumulanti dovrebbero essere eliminate progressivamente senza che sia obbligatorio provare la loro tossicità.
E’ stato affermato che potrebbero essere impiegati nei test 13 milioni di vertebrati. Questa affermazione si basa su una relazione ormai sorpassata [8], che partiva dal presupposto che tutte le 30.000 sostanze dovevano essere sottoposte a test e che non esistevano informazioni disponibili dai precedenti programmi di sperimentazione. L’ammontare reale del numero dei test sarà dunque di molto inferiore a quanto affermato.
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Esistono sostanze che non saranno incluse nel REACH?
In linea generale i pesticidi, i farmaci, le sostanze farmaceutiche, i cosmetici ed i prodotti naturali saranno fuori del campo d'azione del REACH, in quanto ricadenti sotto altre normative. Tuttavia, non esiste un elenco definitivo delle sostanze chimiche che rientreranno nella sfera d'azione del sistema REACH.
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Bibliografia
[1] European Commission, 2003, Extended Impact Assessment, 29 Oct 2003 , p. 11
[2] European Commission, 2003, Q and A on the new chemicals policy REACH
[3] International Chemical Secretariat, Feb 2004, Fact sheet, www.chemsec.org
[4] The Observer, 2003, When regulation is good, 27 July 2003
http://observer.guardian.co.uk/business/story/0,6903,1006462,00.html
[5] ' EEB and WWF discussion paper,
January 2003, A new chemicals policy in Europe - new opportunities
for industry.
www.eeb.org/activities/chemicals/Newchemicalspolicy-industry-29-01-03.pdf
(
PDF)
[6] UK Institute for Environment
and Health, 2001, Testing requirements for proposals under the EC
White Paper 'Strategy for a future chemicals policy' . Institute
for Environment and Health, Leicester, UK .
www.le.ac.uk/ieh/pdf/w6.pdf (
PDF)